La Francia causerà il collasso dell’Euro?



 

 I soliti gufi statunitensi si fregano felici le mani, avendo trovato, ancora una volta, qualcuno di cui sparlare. Dopo essersi preoccupati dei guai in cui si è ritrovata la Spagna, questi menagrami hanno attirato tutti gli occhi del mondo finanziario sulla Spagna e sui suoi buoni del tesoro a 10 anni, i cui rendimenti sono schizzati oltre il 6%. Dopo aver predetto che questa fosse la terribile goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso dell’Euro, adesso predicono che un altro paese, fin’ora insospettato, potrebbe causare il defalut dell’intera zona Euro. Ma non era la Spagna il paese di cui i mercati avrebbero dovuto essere preoccupati?

Contrordine, allora! Sembra invece che la Spagna non sia proprio così malmessa e quindi il salvataggio che si è reso necessario da parte dell’Europa e dalla Banca Centrale Europea, è andato a buon fine. Ma allora quale è il paese traballante dell’Unone Europea? La Francia, perchè sarebbe troppo difficile per l’Europa intera salvare questo paese una volta che avrà cominciato a traballare pure lui.

In fondo sembra che i conti della Francia siano messi peggio rispetto a quelli della Spagna. Il rapporto tra debito e PIL per la francia è dell’85% alla fine del 2011, mentre per la Spagna è del 66%. La spesa pubblica della Francia è al 56% del PIL, rispetto alla Spagna 4che è al 45% del PIL.

Il governo spagnolo ha attuato un programma di rigida austerità, per lo più costituito da tagli alla spesa pubblica, che consentirà di ridurre il suo disavanzo al di sotto di quello della Francia entro il 2013. Invece il piano di austerità della Francia ha prevalentemente aumentato le tasse “sui ricchi”, senza prevedere molti tagli alla spesa effettiva. Eppure sono i tagli alla spesa che potrebbero anche stimolare il PIL. Per quello i governi sono chiamati a imporre drastici tagli alla spesa pubblica, perchè così facendo possono riuscire a liberare risorse per il settore produttivo. Invece aumentare le tasse in generale finisce col peggiorare la recessione.

Che la Francia stia uscendo dalla sua confusione? La Francia deve continuare anche lei ad impegnarsi per attuare i filoni di intervento chieste dall’Eurozona. E gli analisti statunitensi non vedono molta austerità in Francia. I mercati guarderebbero nervosamente alla Francia ed al suo bilancio, che viene condisderato impossibile da finanziare per l’UE. Hollande ha invertito la direzione data da Sarkozy sulle pensioni francesi, spingendo l’aliquota massima dell’imposta sul reddito al 75%. Questa azione è vista indebolire la credibilità del programma di austerità della Francia e indebolire pure la coalizione della zona euro che ha imposto l’austerità in Grecia, Portogallo, Irlanda, Italia e Spagna.

Per questo si aspettano un attacco dei mercati sui titoli di stato francesi, intensificando anche l’attacco a quelli spagnoli ed italiani.
La realtà è che la Francia avrebbe gestito una anti-austerità di sinistra, anche se moderata, che la porta semplicemente troppo lontano dalla Germania e dalla Scandinavia nella gestione fiscale. Se le prospettive economiche sono così diverse, allora non continuerà a far parte della stessa moneta. Ma come sembrano gongolare questi gufi, che predicono che se la Germania e la Scandinavia vogliono continuare a far parte dell’euro, dovranno allontanare pure la Francia perchè non hanno le risorse per salvarla.