Il nuovo piano di salvataggio europeo



 

Alla fine della riunione del Consiglio d’Europa, i capi di Stato europei si sono impegnati per organizzare una nuova struttura protettiva per l’UE. Questo il meccanismo di stabilizzazione per la moneta europea richiederà molto tempo per essere realizzato. Per la prima volta, gli analisti statunitensi sostengono che ci sarà una maggiore responsabilizzazione ed un maggior controllo delle banche commerciali su tutto il continente europeo. L’accesso ad alcune sottoscrizioni di copertura del debito saranno poi regolamentate diversamente da quanto capita oggi.

Cosa significherà per le banche europee? Che i sistemi bancari nazionali dovranno rinunciare ad una parte della supervisione delle loro attività a favore della Banca Centrale Europea, che acquisterà una parte del pacchetto azionario mentre elargirà i fondi per il salvataggio. Per mesi, molti analisti hanno insistito che la soluzione della crisi del debito dell’Eurozona richiedesse una maggiore integrazione finanziaria a livello europeo.

Le banche rappresentano il principale problema europeo in questo momento. Sono a corto di liquidità, hanno riserve insufficienti ed operano nell’ambiente ristretto dei prestiti interbancari. Ma non basta iniettare nuovo capitale nel sistema per risolvere il problema. Per questo gli analisti americani si attendono che qualcuna delle banche europee debba fallire.

L’UE sembra che voler introdurre un sistema monetario più centralizzato, ma è svantaggiata dal fatto di non aver un sistema fiscale centralizzato parallelo. L’Unione Europea sta organizzando dellenuove regole per la valuta, senza avere alcuna capacità di coordinare il credito. Questo sistema che l’Europa starebbe mettendo in atto ha ricevuto il plauso di alcuni analisti, che sostengono potrebbe unicamente fornire le basi per un sistema creditizio che potrebbe iniziare ad operare, Tuttavia in molti ritengono che non risolverà il problema del debito della Spagna, dell’Italia, del Portogallo o della Grecia.

Finora nessuna struttura è stata ancora messa in atto ed i mercati finaziari vengono travolti da ondate di panico e di speculazione. Alcuni economisti statunitensi concordano con la linea dei tedeschi, ritenendo che tutti i salvataggi che sono stati finora messi in atto o che dovranno essere presi, non possano da soli risolvere il problema della crisi Europea. Per questi analisti, uno dei sistemi proposti per risolvere la crisi europea, quello di istituire un sistema di obbligazioni flottanti sposterebbe che il denaro dei contribuenti delle nazioni più forti (Germania, Francia, Paesi Bassi, Austria, paesi scandinavi) verso le sorelle più deboli dell’Unione Europea.

Il nuovo sistema di stabilizzazione che si sta realizzando dovrà a breve sostituire l’attuale piano di interventi per il salvataggio dell’Eurozona. Questo nuovo programma dovrebbe agire sulle banche, dovrà acere accesso a più fondi, tuttavia, avrà un prezzo anche per le banche stesse. Le banche che necessiteranno di ricevere l’aiuto della Banca Centrale Europea dovranno consegnare alla BCE una parte del loro pacchetto azionario e cederle una parte di controllo dell’istituto. Questo sarà un pasasggio essenziale per ottenere la stabilizzazione, sotto la supervisione della BCE che assumerà posizioni azionarie nelle strutture in difficoltà.

Qualcosa di simile i mercati lo avevano già vistoco il programma di stimolo delle banche degli Stati Uniti del 2009. Con una variazione molto interessante, che dovrebbe risolvere i problemi evidenziati prorpio in questa strategia americana, ovvero l’assunzione di posizioni azionarie negli stessi isttuti che finiscono in salvataggio. In quel modo il contribuente americano venne ripagato con gli interessi.

Ora non garantisce che la stessa cosa accadrà in Europa. Qualche guru finanziario sostiene che alcune banche saranno comunque destinate a chiudere. La chiave di volta del programma è limitare il contagio a tutti gli istituti europei quando ciò dovesse accadere. Per questo occorre mettere in atto, per quanto possibile, una struttura transfrontaliera che sia robusta ed organizzata. Fino a poco tempo fa non esisteva nessun accordo per creare un sistema di protezione europea. Questa è stata un’importante decisione presa a Bruxelles.

Un sistema economico ha certamente bisogno di imprese competitive che devono sostituirsi a quelle che non non risultano in grado di adattarsi. Ora l’Europa sta creando un intero sistema di sostegno, per rendere queste transizioni meno “dolorose”.

L’Europa sembra avere una responsabilità maggiore, non solo per tirare fuori se stessa dalla palude dove si è impantanata. Adesso una delle principali preoccupazioni sarà prevedere se e come tale sistema consentirà all’Europa di sopravvivere ai cambiamenti che si presenteranno. La situazione vede ad un estremo il modello greco, dove una percentuale enorme della popolazione viene supportata permanente dal governo. D’altra parte, invece, vede lo stato americano del Wisconsin, dove, quando le cose si fanno difficili, basta limitare i diritti dei lavoratori ed il pareggio del bilancio sulla classe media per ottenere risultati.

Ammettiamolo, non sarà solo per le banche che chiuderanno. La natura mutevole delle correnti finanziarie sacrificherà le imprese in un paese o in un settore dell’Unione Europea a favore degli altri. Succede sempre così.