Protesi oculari impiantabili, per rendere la capacità di vedere
Una volta ero cieco, ma ora posso vedere. Queste parole non sono più esclusiva di una testimonianza religiosa o letteraria. Il progresso medico è giunto alla possibilità di rendere la capacità di vedere. Si stanno realizzando delle protesi oculari impiantabili, capaci di rendere la visione. Second Sight Argus II è una protesi retinica, che è già presente sul mercato in Europa, che andrà connessa alla Bio-Retina o NanoRetina, che è quello che stanno per cominciare a valutare alcuni studi clinici fino all’anno prossimo.
La Second Sight è una società californiana con un ufficio europeo a Losanna. Il suo sistema di visione Argus II Retinal è una protesi che è stata sviluppata per fornire una stimolazione elettrica della retina che riesce ad indurre nuovamente la percezione visiva. L’Argus II è un sistema che viene impiantato direttamente nell’occhio ed include antenna, l’elettronica di sensoristica e controllo ed una matrice di elettrodi. Il sistema esterno comprende occhiali speciali con un’unità di elaborazione video (VPU). La procedura costa ancora molto, sui 115.000 dollari (poco meno di 100.000 euro), e comporta un’operazione di quattro ore in anestesia totale.
Questo tipo di protesi fornisce una stimolazione elettrica della retina che può donare una nuova percezione visiva nelle persone non vedenti, che hanno perso la vista per una grave retinite pigmentosa. L’Argus II è stato progettato per bypassare i fotorecettori che sono stati danneggiati del tutto.
Il funzionamento del sistema si basa su una telecamera inserita negli negli occhiali, che cattura una scena. Il video viene inviato a un piccolo computer VPU che il paziente si porta dietro, dove il segnale viene lavorato e trasformato in istruzioni che vengono trasmesse in modalità wireless all’antenna dell’impianto. I segnali vengono inviati alla schiera di elettrodi, che emette piccoli impulsi elettrici. Gli impulsi bypassano i fotorecettori danneggiati e stimolano le cellule della retina, che trasmettono le informazioni visive lungo il nervo ottico al cervello.
Per questo progetto siamo già allo stadio delle valutazioni sui pazienti, cha hanno rilevato quanto questo sistema abbia donato loro una maggiore indipendenza. Coloro che hanno già impiantato questo occhio bionico Argus II, raccontano che possono nuovamente vedere qualcosa, vedono forme sbozzate, colgono il movimento degli oggetti, possono lentamente leggere la scrittura di grandi dimensioni. Chi ci vede penserà che sia ben poca cosa, ma coloro che sono avvolti dalla cecità potrebbero cominciare a rivedere qualcosa ed essere felici di poter vedere qualcosa, anche se poco.
L’anticipazione è alta. Nel frattempo, alcuni scienziati stanno lavorando una retina bionica, che è stata progettata per rendere la vista a costi minori e con una tecnica diversa. La Bio-Retina, sviluppata dalla Retina Nano, non fa uso di una fotocamera esterna, impiega, invece, un sensore di ripristino della visione che viene posizionato all’interno dell’occhio, al disopra della retina danneggiata. Questo sensore posizionato sopra alla retina danneggiata riesce a generare delle piccole immagini (24 × 24-risoluzione, ovvero 576-pixel in scala di grigi. La Bio-Retina trasforma la luce naturale, ricevuta nell’occhio, in un segnale elettrico che stimola i neuroni, che inviano le immagini ricevute da Bio-Retina al cervello.
L’impianto viene inserito nell’occhio attraverso una piccola incisione. La procedura di intervento dura solmente 30 minuti e richiede solo un’anestesia locale (al momento, il tempo previsto per la convalescenza è fino ad una settimana). Il ripristino della visione è immediato, con i pazienti subito in grado di distinguere, per esempio, le facce intorno a loro e, soprattutto, sono subito in grado di guardare da un lato all’altro muovendo gli occhi piuttosto che dover girare la testa.
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