Ops… Ci siamo sbagliati! Ma se è un medico a dirlo?
Questo è l’incubo di ogni paziente che si avvicina agli ospedali ed ai medici. Quando ci si rivolge ad una struttura sanitaria o a medici, normalmente, si ha qualche problema e si spera che questi professionisti abbiamo le conoscenze, le competenze e l’esperieza per dare una mano ad uscire dal tunnel. Tuttavia, spesso nei telegiornali si sente parlare di errori dei professionisti o delle strutture sanitarie.
Come ogni anno, alla fine dello scorso mese di giugno, hanno avuto luogo il 42° CONGRESSO NAZIONALE SIMLA e le XVe GIORNATE MEDICO LEGALI ROMANE ED EUROPEE, presso l’Ateneo Pontificio “Regina Apostolorum” di Roma. Questo evento scientifico e culturale ha visto la partecipazione di molti dei medici legali italiani, nonché prestigiosi docenti ed operatori del diritto sanitario ed ha trattato temi di grande attualità inerenti la Responsabilità Professionale Medica, la Tanatologia, la Tossicologia, la Genetica e la Psichiatria.
In particolare, il Convegno ha trattato il delicato ed assai controverso aspetto dell’impatto della medicina difensiva nell’attuale contesto sanitario. Sono stati affrontati gli aspetti più critici che oggi investono il settore della responsabilità medica, in un’ottica di confronto anche europeo. Particolare spazio è stato dedicato all’approfondimento degli strumenti preventivi e/o di gestione del contenzioso come il Risk Management e la mediazione/conciliazione, analizzando alcune specializzazioni mediche dove il contenzioso è particolarmente frequente: oncologia, ortopedia, radiologia, chirurgia, solo per fare alcuni esempi. Una sessione parallela ha approfondito l’impatto della medicina difensiva nel settore odontoiatrico.
Si è parlato anche del consenso informato, del valore delle linee guida, dell’analisi della medicina difensiva nelle discipline sanitaria, della gestione dei rapporti nell’equipe rappresentano. Questo un esempio della grande attualità dei temi affrontati.
Particolare è stato un Workshop, strutturato in maniera dinamica, che è stato interamente dedicato alla partecipazione di importanti esperti del settore che hanno portato il loro prezioso contributo con una casistica molto ricca: le malattie rare, le patologie cardiovascolari, la quantificazione oggettiva del rischio di suicidio, le morti tromboemboliche, le morti per doping… solo per citare alcuni esempi dei temi trattati.
Si è svolta una sessione dedicata alla gravidanza e al parto, con un’analisi approfondita delle responsabilità differenziate. Questo è un argomento di estremo interesse e attualità, poiché è proprio la ginecologia/ostetricia una delle branche mediche più colpite dal dilagare del contenzioso e dalle richieste di risarcimento di danni particolarmente elevate.
Il confronto fra specialisti, medici legali e giuristi ha proprio come obiettivo non solo quello di soddisfare il dinamismo dell’argomento trattato, ma anche di fornire quelle angolazioni dei problemi processuali e giuridici che troppo spesso sfuggono ai consulenti tecnici ed ai periti.
Parallelamente la Società Italiana di Tossicologia ha affrontato la tematica dell’ “Abuso Alcoolico”, attraverso l’analisi degli indicatori analitici e il loro diverso ruolo diagnostico, la loro significatività anche nei casi più frequenti di contenzioso. Si è parlato delle principali ricerche che la medicina legale sta conducendo in ambito nazionale ed è stata affrontata la tematica, quanto mai attuale, dell’abuso delle età fragili (minori ed anziani) e delle fasce deboli.
Infine i protagonisti (medici legali, giuristi e importanti esponenti del mondo assicurativo) si sono confrontati sulle principali problematiche che riguardano la valutazione del danno della persona, che ha trovato recentissime modifiche legislative.
“Nell’ultimo anno c’è stato un notevole incremento dei contenziosi legali dovuti a presunti casi di malasanità, che una volta accuratamente analizzati hanno portato alla diagnosi di una malattia rara nel paziente. Una questione nuova e che pone problemi sostanziali dal punto di vista medico-legale”. Ad affermarlo è stato uno dei relatori del XV Giornate Medico Legali, Gian Aristide Norelli, direttore di medicina legale dell’ospedale Careggi di Firenze. “Solo a Firenze – ha sottolineato Norelli – nell’ultimo anno abbiamo avuto 5 casi tra pazienti e Asl, legati proprio alla scoperta di patologie rare non diagnosticate”. ”Ora l’interesse – avverte l’esperto – deve accentrarsi soprattutto sulla prevedibilità della patologia nei suoi risvolti etici, sulla diagnosi della stessa in riferimento alla responsabilità professionale e sulla valutazione del danno nella più ampia accezione del termine”.
Da Wikipedia: Una malattia è considerata rara quando ha una prevalenza nella popolazione generale inferiore ad una data soglia, codificata dalla legislazione di ogni singolo paese. L’Unione europea definisce tale soglia allo 0,05% della popolazione, ossia 1 caso su 2000 abitanti; l’Italia si attiene a tale definizione. Altri paesi possono adottare parametri leggermente diversi. Molte patologie sono però molto più rare, arrivando a frequenza di un caso su 100.000 persone (0,001%) o più. Esistono moltissime malattie rare. Nel 2006 la cifra stimata è stata tra le 6000 e le 7000 diverse patologie già classificate, ma questa cifra cresce costantemente con l’avanzare della scienza medica e della ricerca genetica. Su base continentale (UE), con una popolazione di circa 400 milioni di abitanti, la stima di Eurordis (European Organisation for Rare Diseases) sostiene un coinvolgimento tra il 6 e l’8% della popolazione per fornire un numero di malati rari di 24-36 milioni di persone.
Quando si è fortunati! Prima si capita in una malattia rara poi si finisce nelle mani di medici che non te la diagnosticano!
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