Nonostante tutto, il Giappone continua col nucleare



 

Dopo lo tsunami che ha causato numerose vittime e danni, il Giappone, visto quanto stava succedendo a Fukushima, aveva comunicato di voler lasciar perdere il nucleare. Solo nel maggio scorso era girata la notizia che, dopo 42 anni, il Paese nipponico non avrebbe più avuto una produzione elettrica ottenuta da una centrale nucleare. La Hokkaido Electric Power, gestore delle centrali dell’isola a nord di Hokkaido, aveva disattivato,ufficialmente per controlli di manutenzione ordinaria, l’unità n.3 della struttura di Tomari, l’ultima centrale giaponese.

Non era certo che il futuro del Giappone fosse denuclearizzato, e proprio per tale ragione, migliaia di giapponesi avevano manifestando in tutto il Paese per giungere ad un addio definitivo al nucleare.

Invece, adesso, arriva la notizia che il Giappone tornerà a generare energia elettrica grazie al nucleare. Gli impianti giapponesi erano rimasti “chiusi” dallo tsunami dell’11 marzo 2011, che ha causato l’esplosione dei reattori della centrale di Fukushima, causando il più grave disastro nucleare dopo Chernobyl.

Il premier Yoshiniko Noda ha appena stabilito che due dei reattori (il numero 3 ed il numero 4) nella centrale nucleare di Oi torneranno a produrre energia dopo un periodo speso in controlli di manutenzione ed in sicurezza.

La decisione giapponese è stata presa a seguito di incontro tra il governo e le autorità locali della prefettura di Fukui, dove sono localizzate ben 14 delle 50 centrali nucleari del paese del sol levante. Questa rappresenta, per il governo nipponico, una scelta al momento alquanto impopolare. Il premier Noda ha commentato dicendo che il Giappone vuole ”compiere altri sforzi per ripristinare la fiducia dei cittadini sul nucleare e sulla loro sicurezza”.

Kansai Electric, gestore della centrale di Oi, ha già riattivato il reattore numero 3, mentre per il numero 4 la riapertura era prevista per ieri, giovedì 21 giugno.

La decisione del governo nipponico è malvista da parte dell’opinine pubblica. Secondo l’agenzia di stampa Jiji, ben il 46% della popolazione giapponese sarebbe contraria al riavvio dei reattori nucleari, nonostante le dichiarazioni di rafforzamento della sicurezza che sono state espresse dalMinistro dell’industria Yukio Edano, che ha commentato sostenendo che molto si è imparato dall’incidente di Fukushima e per tale ragione la sicurezza della centrale di Oi è stata notevolmente implementata. Il ministro Edano ha inoltre ricordato che la politica energetica giapponese prevede che l’annunciata riduzione della dipendenza nipponica dal nucleare non è cambiata nel medio-lungo termine.

L’associazione Greenpeace ha commentato che tale decisione esponga “inutilmente a rischio il Giappone, la salute della gente, l’ambiente e l’economia”.

Il movimento anti-atomico “Sayonara impianti nucleari!” ha organizzato diverse manifestazioni, mobilitando i cittadini e numerose personalità giapponesi al fine di realizzare una grande raccolta di firme per dimostrare che la società giapponese non vede più così favorevolmente il nucleare.