In Italia invece scoppia una polemica sulla Fornero



 

La riforma del lavoro “è un passo chiave per sostenere l’occupazione e creare opportunità di lavoro per i giovani”. Così il commissario Ue al lavoro, Laszlo Andor promuove la riforma del lavoro approvata oggi in Italia.

Forte segnale di insofferenza del PdL verso il governo Monti nella votazione sul ddl lavoro.

Nel voto finale, secondo i dati della Camera, tra contrari, astenuti e non partecipanti al voto, 87 pidiellini su 209 non hanno dato il loro assenso al provvedimento. Poco meno della metà del gruppo si è quindi defilato.

In particolare gli esponenti del PdL che hanno votato ‘no’ sono stati sette (tra di loro l’ex ministro Renato Brunetta e Guido Crosetto); altri 34 si sono astenuti, mentre in 46 (tra i quali Silvio Berlusconi) non hanno preso parte alla votazione e, tra questi ultimi, 11 risultavano assenti giustificati, in quanto erano “in missione”. I sì sono stati 122: tra questi quello del segretario Angelino Alfano. Significativo anche il comportamento degli ex ‘reponsabili’: un voto contrario, 9 assenti, 10 voti favorevoli; ancora più netto il comportamento del gruppo di Grande Sud (il movimento di Micciché): nessun voto favorevole, 7 astenuti, 3 assenti. Nella norma le assenze tra i democratici (10), Udc (6) e Fli (5).

“Questa riforma non è perfetta, ma é buona, soprattutto per quelli che entrano nel mercato del lavoro”. Lo afferma il ministro del Welfare, Elsa Fornero, in un’intervista al Wall Street Journal, nella quale delinea la riforma del mercato del lavoro, definendola un tentativo per far “cambiare agli italiani il loro atteggiamento in molti sensi” sul fronte del mercato del lavoro.

Il Ministro spiega che “Stiamo cercando di proteggere le persone, e non il loro posto di lavoro. Deve cambiare l’atteggiamento delle persone. Il posto di lavoro non è un diritto, deve essere guadagnato, anche attraverso sacrifici”. Ma la Fornero precisa che il diritto al lavoro non è mai stato messo in discussione, ha fatto riferimento “alla tutela del lavoratore nel mercato e non a quella del singolo posto di lavoro, come sempre sottolineato in ogni circostanza”.

Al quotidiano economico-finanziario statunitense, il ministro aveva affermato che il Governo italiano sta cercando “di proteggere le persone, e non il loro posto di lavoro. “Deve cambiare l’atteggiamento delle persone. Il posto di lavoro non é un diritto, deve essere guadagnato, anche attraverso sacrifici”. Il premier Monti ha affermato ai cronisti, che a Bruxelles gli chiedevano se dopo le polemiche sull’intervista della Fornero riconfermasse piena fiducia alla titolare del Welfare, la sua piena fiducia alla Fornero. Lo stesso Monti ha però aggiunto di non aver letto l’intervista al Wsj.

“Il lavoro è un diritto. Il ministro Fornero ha giurato sulla Costituzione o su ‘Topolino’?”. Così il senatore della Lega Nord, Gianvittore Vaccari commenta le affermazioni del ministro Elsa Fornero sul lavoro. “Napolitano richiami al suo dovere il ministro del Lavoro”, aggiunge il senatore, che alla Fornero ricorda l’articolo 1 della Costituzione ma, in particolar modo, l’articolo 4: “la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”. Probabilmente, conclude Vaccari, “la Fornero ha dimestichezza con troppi testi ma con pochi luoghi di lavoro”.

Se “i lavoratori”, “per caso leggessero il Wall Street Journal di oggi, scoprirebbero che, dal giorno alla notte, hanno perso anche il diritto formale al lavoro. A quanto pare la “badessa” Fornero ha riscritto, tutta da sola e senza chiedere il permesso a nessuno, l’art. 1 della Costituzione.”La gente deve cambiare il proprio modo di pensare. Il lavoro non e’ un diritto.

Bisogna meritarselo, anche con il sacrificio”. il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, nel suo blog scrive “Cara professoressa, questa é un’asineria bella e buona. La nostra Costituzione dice l’esatto contrario. Secondo la Carta, infatti, il lavoro è un diritto, così come lo è l’essere messi in grado di condurre una vita dignitosa in cambio del lavoro prestato.

Questo governo, invece, continua a comportarsi come se l’art. 1 della nostra Costituzione dicesse che l’Italia, anziché ‘una Repubblica democratica, fondata sul lavoro’, sia ‘una Repubblica oligarchica, fondata sulle banche e sulle caste. Di Pietro si chiede se prima di capovolgere così il principio fondamentale della Repubblica, non sarebbe opportuno che i professori Monti e Fornero consultassero gli italiani per capire se sono d’accordo?”.

 L’Aula della Camera conferma la fiducia al governo approvando il terzo articolo della riforma del lavoro. I voti a favore sono stati 447, 76 i contrari, 27 gli astenuti. Approvato anche il quarto articolo della riforma del lavoro. I voti a favore sono stati 438, 75 i contrari, 28 gli astenuti.

“Continuo a considerare questa riforma una buona riforma: il lavoro fatto al Senato è un buon lavoro. Abbiamo realizzato un buon equilibrio”. E’ quanto afferma il ministro del Lavoro Elsa Fornero nel corso della trasmissione di radio Uno Rai ‘Radio Anch’io precisando che: “nessuno ha mai avuto la pretesa di avere la chiave in tasca per la soluzione dei molti problemi che affliggono il mercato del lavoro.

Capisco il sacrificio fatto dalla Camera dei deputati per la limitazione della discussione”, ha detto il ministro, ribadendo che il Governo “é disponibile a cambiamenti ma, cosa importante, e’ far partire questa riforma che ha un insieme di elementi positivi: per i giovani, per gli ammortizzatori sociali, contiene le premesse perche’ l’apprendistato divenga una modalità di ingresso reale nel mondo del lavoro”. In questa riforma quindi secondo il ministro “ci sono molte cose che richiedono però di essere tradotte in pratica e ciò significa che bisogna porsi di fronte alle norme con spirito aperto, eventualmente per correggere qualcosa”.

Sulla riforma del lavoro “il governo ha avuto un dialogo di circa 3 mesi con le parti sociali per arrivare ad un documento condiviso, che è stato approvato da tutte le parti sociali tranne la Cgil”. E’ quanto ha affermato il ministro del Lavoro Elsa Fornero, alla trasmissione di Radio Uno Rai ‘Radio anch’iò. Stamani il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni aveva affermato che, a parte gli ammortizzatori sociali, meno si tocca e meglio perché d’altronde il ministro Fornero vuol toccare solo per peggiorare.

“Cambiare idea è lecito ma l’approvazione c’era e il testo portato in parlamento rifletteva quell’accordo che non era un compromesso ma un equilibrio”, ha detto ancora il ministro, precisando che le modifiche apportate in parlamento erano modifiche chieste da parlamentari, durante l’iter del ddl.

Il ministro del Welfare, Elsa Fornero, in un’intervista al Wall Street Journal afferma che ”Questa riforma non è perfetta, ma é buona, soprattutto per quelli che entrano nel mercato del lavoro. E’ un tentativo per far “il loro atteggiamento in molti sensi” sul fronte del mercato del lavoro. Il Ministro spiega che “Stiamo cercando di proteggere le persone, e non il loro posto di lavoro. Deve cambiare l’atteggiamento delle persone. Il posto di lavoro non è un diritto, deve essere guadagnato, anche attraverso sacrifici”.

“Questa riforma non risponde a quello che si era detto dall’inizio, e cioé che da queste norme ci sarebbero stati più posti di lavoro”. Così il leader della Cisl Raffaele Bonanni, commenta l’approvazione definitiva della riforma del lavoro alla Camera, ai microfoni del Gr Rai. “C’é stato un approccio ideologico da parte del governo, come se agire su questo ambito potesse creare le condizioni di una nuova economia, di un rilancio”.

E sulle modifiche alla riforma, che il governo ha già promesso e che i partiti di maggioranza pretendono, Bonanni è netto: “Solo sul tema degli ammortizzatori sociali bisognerebbe allungare i tempi per utilizzare il nuovo criterio dell’Aspi, proprio per non creare difficoltà ai lavoratori. Sul resto, meno si tocca e meglio è; d’altronde il ministro Fornero vuol toccare solo per peggiorare”. Così il leader della Cisl Raffaele Bonanni interviene a proposito delle modifiche promesse dal governo sulla riforma del lavoro. La Fornero aggiunge che “Il rilancio si realizzerà solo se pagheremo meno le tasse.

Published: giugno 28th, 2012 at 20:00
Categories: ECONOMIA
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