Dal Washington Post: l’Italia approva la riforma del lavoro
Gli oneri finanziari dei titoli di Stato italiani mercoledì sono arrivati ai loro massimi dal dicembre scorso, a causa della forte opposizione tedesca alla richiesta del Premier Mario Monti per l’azione congiunta, volta ad alleviare la crisi del debito in Europa.
Il Ministero del Tesoro italiano ha venduto con uno sconto di € 9 miliardi (11,23 miliardi dollari) le obbligazioni statali a breve termine, ma il tasso di interesse che ha dovuto pagare è salito al 2,96 per cento dal 2,10 per cento un mese fa.
E questo tasso è anche il più alto dalla fine del 2011, quando l’Italia era al primo posto delle preoccupazioni della crisi sul debito in Europa. L’asta è avvenuta il giorno seguente alle dichiarazione del cancelliere tedesco, Angela Merkel, che ha detto ai legislatori tedeschi che non ci sarà una piena responsabilità del debito condivisa in Europa “finché avrò vita».
Monti, nel frattempo, ha sostenuto l’idea di Eurobond perché semessi congiuntamente, sono un mezzo per uscire dalla crisi. Il premier economista ha anche spinto per la riforma del mercato del lavoro in Italia, come chiave per la creazione di nuovi posti di lavoro. La Camera dei deputati in Italia ha approvato definitivamente mercoledì scorso, un pacchetto di riforme che rendano più facile licenziare i lavoratori.
Gli imprenditori italiani si sono a lungo lamentati per le rigide limitazioni riguardo al licenziamento dei lavoratori, che li ha resi riluttanti alle nuove assunzioni, in quanto potrebbero poi non essere in grado di licenziare, se l’economia ritarda la ripresa. Il Governo Monti insiste sul fatto che le riforme proteggono anche i lavoratori, scoraggiando l’uso crescente di lavoratori a breve termine, con contratti che godono di benefici limitati, e senza diritti.
Nominato per salvare l’Italia dal disastro della crisi finanziaria della zona euro, il governo di tecnocrati di Monti ha finora goduto di ampio sostegno in Parlamento, e la riforma del lavoro è stato approvata con un’ampia maggioranza.
Ma le misure di austerità adottate e l’aumento delle tasse hanno esasperato gli italiani ed esaurito la loro pazienza. I leader politici, che stanno già pensando alle elezioni della prossima primavera del 2013, stanno cominciando a mostrare un certo nervosismo per il prezzo del loro sostegno al governo di Monti. Antonio Di Pietro, leader di una delle parti che si rifiuta di sostenere il governo, ha chiesto un referendum per annullare il pacchetto lavoro, che è stato, inoltre, aspramente contrastato dai sindacati.
Il Fondo monetario internazionale afferma che le riforme del mercato del lavoro potranno portare una crescita all’Italia. L’Aula della Camera ha definitivamente approvato questa riforma del mercato del lavoro, con 393 voti a favore contro 74 contrari e 46 astenuti. Il provvedimento è così diventato legge.