A.A.A. Smarrita fiducia dei consumatori….



 

L’Istituto delle Statistiche italiano ha appena pubblicato un nuovo comunicato stampa, sulla consueta rilevazione della fiducia dei consumatori, per il quale l’ISTAT ha rilevato un calo. Questo nuovo calo dell’indice di fiducia dei consumatori sta preoccupando un po’ tutti.

A giugno l’indice del clima di fiducia dei consumatori, elaborato dall’Istat, diminuisce da 86,5 a 85,3 scendendo al livello più basso dall’inizio delle rilevazioni storiche (gennaio 1996).

Secondo i dati che sono stati resi pubblici nel comunicato stampa dell’Istat, il clima economico generale scende in misura molto più marcata (da 64,2 a 59,7)rispetto al clima personale che segna una lieve diminuzione (da 95,2 a 94,8). Risultano in calo sia l’indicatore riferito al clima futuro sia quello relativo alla situazione corrente.

I giudizi e le aspettative dei cosumatori sulla situzione economica dell’Italia risultano in peggioramento. Pesa il peggioramento delle attese sull’aumento della disoccupazione e sull’evoluzione dello scenario economico italiano.

Il giudizio sulla situazione economica della famiglia è in lieve miglioramento, mentre per le aspettative si registra una diminuzione. Peggiorano i giudizi sull’opportunità attuale del risparmio, ma migliorano le attese sulle possibilità future. I giudizi sulla convenienza all’acquisto di beni durevoli segnano anche loro una limitata diminuzione.

Il giudizio sull’evoluzione recente dei prezzi al consumo è in calo, mentre le valutazioni future sull’evoluzione nei prossimi dodici mesi sembrano intravedere un’attenuazione della dinamica inflazionistica.

A livello territoriale il clima di fiducia migliora lievemente al Centro e diminuisce nel resto del Paese.

L’Ufficio Studi di Confcommercio sulle rilevazioni sul clima di fiducia dei consumatori diffuse dall’Istat ha commentato “Sono dati da cui emerge un quadro molto preoccupante sulla percezione attuale della situazione economica e sulle prospettive a breve. I valori toccati a giugno dal clima di fiducia e dalle sue componenti, i più bassi dal 1996, sono decisamente inferiori a quelli registrati nelle crisi più recenti. Da mesi è, dunque, evidente un progressivo deterioramento delle aspettative sulla situazione personale a testimonianza che le famiglie non intravedono con chiarezza le modalità ed i tempi di uscita dalla recessione”. Secondo l’Ufficio Studi  di Confcommercio questo peggioramento del clima di fiducia influisce negativamente sulla pianificazione delle spese, comprimendo le già debolissime prospettive di evoluzione dei consumi e dell’economia nel suo complesso.