L’Europa usa male la sua acqua



 

L’Europa deve raddoppiare gli sforzi per migliorare l’efficienza idrica se non vuole indebolire la sua economia, questo è quanto emerge da un nuovo rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA). L’uso inefficiente dell’acqua produce un forte impatto sulle risorse necessarie per gli ecosistemi e le persone, entrambi elementi vitali per la produttività e la sicurezza europea.

L’agricoltura è uno dei settori in cui è possibile migliorare l’efficienza idrica, basti pensare a quanta  acqua è sprecata nell’irrigazione dei raccolti. Alcune stime calcolano che, in Europa, all’incirca un quarto dell’acqua estratta per l’irrigazione potrebbe essere risparmiata soltanto cambiando il tipo di tubatura o di condutture. Anche le scorte di acqua pubblica possono essere gestite in modo più razionale, visto che in alcuni Stati membri dell’UE  il 50% dell’acqua potabile viene inutilmente sprecata.

Secondo il rapporto, l’uso inefficiente dell’acqua causa anche un consumo più elevato di energia, con costi ambientali e finanziari aggiuntivi. Mentre l’energia necessaria a pompare e a trasformare l’acqua dolce in potabile generalmente è di circa 0,6 kWh/m3, la dissalazione di acqua marina provoca un aumento di circa 4 kWh/m3. In alcuni paesi europei le tecnologie di dissalazione sono particolarmente utilizzate, ne è un chiaro esempio la Spagna, che si colloca tra i principali produttori di acqua desalinizzata a livello globale.

Inoltre, nel rapporto si sottolinea che sull’uso dell’acqua le autorità competenti dovrebbero definire degli obiettivi chiari, sostenibili e in linea con l’ambiente. Tali obiettivi dovrebbero diversificarsi in base alle risorse disponibili e allo stesso tempo garantire che l’ambiente naturale abbia abbastanza acqua per funzionare. Bisogna prendere in considerazione l’idea di un’economia che cresca senza un corrispettivo aumento dell’impatto ambientale (“disaccoppiamento”), in modo che la crescente produttività economica non porti ad un uso più elevato di acqua e a maggiori danni ambientali.

Storicamente, i prezzi dell’acqua in Europa hanno raramente rispecchiato il vero costo finanziario e della sua fornitura, né tantomeno il costo economico per l’ambiente. Ciò ha causato inquinamento e scarsità d’acqua, gravando l’ambiente e la società di costi aggiuntivi. Un esempio comune è rappresentato dai cittadini che spesso devono pagare il costo del trattamento dell’acqua potabile contaminata dall’agricoltura o dall’industria. Attribuire un giusto prezzo all’acqua può incentivare un uso più efficiente della risorsa stessa e un miglioramento delle innovazioni tecnologiche. L’uso efficace di tasse, sussidi, meccanismi di mercato, modelli di tariffazione e altri strumenti economici possono anche contribuire a bilanciare le diverse richieste di acqua.

Prossimamente, “Il piano d’azione per salvaguardare le acque europee”, pubblicato dalla Commissione europea, traccerà la strada da percorrere per la legislazione in questo settore. Nel corso del 2012, l’AEA pubblicherà una serie di rapporti su questioni legate all’acqua, individuando le sfide e le opportunità in questo settore.

Published: maggio 9th, 2012 at 12:54
Categories: ecologia
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