Il governo taglia le stime PIL incassando una promozione dal FMI
Il Governo rivede le stime sul PIL al ribasso. Secondo la bozza del Def che sarà esaminato dal Consiglio dei ministri, l’economia italiana avrà una contrazione dell’1,2% nell’anno in corso e tornerà a crescere dal 2013 anche se a ritmi moderati con un +0,5%.
A dicembre, il Governo stimava un calo del PIL dello 0,4% per quest’anno.
Migliora la situazione per i conti pubblici, per i quali è prevista la prosecuzione del percorso di deciso miglioramento con la sostanziale conferma dell’obiettivo del pareggio di bilancio per l’anno prossimo.
La bozza di documento ribadisce la strategia basata sui pilastri ”rigore di bilancio, crescita ed equità” che coincidono ”pienamente con quelli alla base della rinnovata governance europea”.
Quest’anno, il rapporto deficit/PIL scenderà all’1,7% per arrivare allo 0,5% l’anno prossimo con un +0,6% in termini strutturali, al netto delle una tantum e della componente ciclica.
Da una bozza del DEF si legge che ”La più recente evoluzione congiunturale unitamente alle misure già adottate e trasformate in legge, consente comunque al Governo di confermare sostanzialmente il percorso di risanamento finanziario che era stato tracciato allora: l’indebitamento netto ritorna ampiamente al di sotto del valore di riferimento del 3% nell’anno in corso e prosegue nella discesa negli anni successivi, consentendo di raggiungere un surplus di bilancio in termini strutturali nel 2013 e negli anni seguenti.
L’avanzo primario aumenta in termini nominali, raggiungendo il 5,7% nel 2015, in sensibile crescita rispetto all’1% del 2011”.
La manovra netta per il periodo 2012-2014 si fonda in prevalenza sulle maggiori entrate ma ”i risparmi di spesa sono tuttavia crescenti nel triennio”.
Le misure in materia previdenziale ”esplicheranno pienamente i loro effetti su un arco temporale più lungo. In rapporto al PIL le maggiori entrate nette risultano pari a 2,4 punti percentuali nel 2012 e 3,0 nel 2013 e 2014, a fronte di una riduzione netta della spesa pari rispettivamente a 0,6 punti percentuali nel 2012, 1,6 nel 2013 e 1,9 nel 2014.
Dal documento si legge che ”La riduzione della spesa, grazie ai processi di revisione in corso, dovrà farsi più pronunciata negli anni seguenti, per consentire una graduale riduzione della pressione fiscale che ha già raggiunto livelli molto elevati”.
Anche per il debito pubblico viene confermata la progressiva riduzione che dal picco del 2012 al 123,4% scenderà al 118,3% nel 2014 e al 114,4%.
Intanto, dal Fondo monetario internazionale arriva una nota di incoraggiamento al nostro paese. Per l’organimso di Washington, l’Italia ”sta facendo interventi correttivi, si tratta pero’ di politiche che riteniamo abbiano impresso una svolta per il meglio”.
L’Fmi, nel World economic outlook stima per il nostro paese un Pil sottozero per due anni consecutivi e peggiori di quelle del Governo: nel 2012 a -1,9% e nel 2013 pari a -0,3%.
Tali stime sono comunque leggermente migliori rispetto alle previsioni precedenti che indicavano una contrazione del 2,1% nel 2012 e dello 0,6% nel 2013. La media dell’area euro sarà pari rispettivamente a -0,3% e +0,9%.
Anche il direttore generale del FMI, Christine Lagarde, ha espresso apprezzamenti per quanto sta facendo il nostro Paese.
La Lagarde, in un’intervista a Il Sole 24 Ore promuove anche la riforma del mercato del lavoro a patto che i negoziati con i sindacati non portino ad aumenti dei salari ha sottolineato che ”L’Italia ha realizzato un enorme capitolo di cambiamenti sotto la leadership di Mario Monti e ce ne sono altri in arrivo. Questo è molto positivo” ma si deve ”continuare così”.
Per quanto rigurda il risanamento dei conti, dice la Lagarde ”riteniamo che le misure annunciate siano sufficienti e che si debba assicurare che vengano messe in atto a tutti i livelli dell’amministrazione pubblica.
Rappresentano un buon equilibrio. Generano un surplus primario più alto per ridurre il debito, evitando di danneggiare troppo la crescita”.