Gas: Israele ha trovato nuove risorse, l’Iran deve decidere le sorti di un giacimento, Rimini ha il rigassificatore fuori uso



La situazione delle scorte di gas sono diverse per ogni paese, eccovi tre situazioni diverse, che vedono l’Italia tristemente in difficoltà.

In Israele le compagnie Delek e Noble Energy hanno annunciato la scoperta di gas naturale ad una profondità di 5.500 metri, nel bacino offshore Tanin 1 a 120 km nord ovest dalle coste di Haifa.

L’ammontare del gas scoperto si attesterebbe intorno ai 1,2-1,3 trilioni di piedi cubi, pari a 34 miliardi di metri cubi, che potrebbe sostituire l’analoga produzione del giacimento di Yam Tethys, operato dalle due compagnie ed in via di esaurimento. A seguito della scoperta, sono previsti ulteriori test al fine di esaminare le caratteristiche del pozzo.

L’Iran ha imposto ad un consorzio indiano l’ultimatum di un mese per decidere se partecipare o meno allo sviluppo del giacimento metanifero Farzad B.

La decisione è dettata dai continui ritardi da parte del consorzio indiano nello sviluppo del campo, ritenuti da Teheran una conseguenza delle pressioni Occidentali, a causa delle recenti sanzioni internazionali.

Il giacimento ha riserve stimate per 21,7 trilioni piedi cubi di gas, di cui 12,5 tpc recuperabili.

Nell’ottobre 2010, l’Iran rese noto di essere in procinto di firmare un contratto da 5 miliardi di dollari per lo sviluppo del giacimento con una compagnia straniera, senza però nominarla.

Si suppone potesse essere l’indiana Oil and Natural Gas Corporation Limited (Ongc), detentrice dei diritti d’esplorazione del Blocco offshore Farsi, di cui fa parte il campo Farzad B, e con cui Teheran aveva portato avanti negoziati per oltre tre anni.

Solo recentemente l’India ha dichiarato che non taglierà l’import dall’Iran, da cui dipende per il 12% dei suoi bisogni petroliferi, pari a 350.000-400.000 b/g.

Il rigassificatore di Rovigo è fuori uso a causa del maltempo.

L’Adriatic LNG, che gestisce il rigassificatore di Rovigo, rende noto che ”il perdurare delle avverse condizioni meteorologiche ha avuto impatti sul programma di ormeggio delle navi metaniere per motivi di sicurezza”: le condizioni di sicurezza delle operazioni di ormeggio sono definite nell’Ordinanza n.63 del settembre 2008 della Capitaneria del Porto di Chioggia”.

Adriatic LNG ha informato prontamente gli utenti del terminale, spiegando anche che “la ripresa delle normali attività operative dipende dalle condizioni metereologiche.

Monitoriamo le previsioni metereologiche le quali condizionano le decisioni sull’esercizio del terminale. Il volume di gas inviato nella rete nazionale gasdotti è stato ridotto.

Published: febbraio 7th, 2012 at 6:03
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