Anga e Confagricoltura: senza misure di sviluppo in agricoltura non c’è futuro per i giovani
Anga e Confagricoltura sono preoccupate per quanto sta succedendo. “Governo e Parlamento devono avere coraggio e dimostrare, con un atto di responsabilità maggiore attenzione per chi vive di agricoltura: l’agroalimentare è il primo settore produttivo d’Italia. Fare cassa a colpi di tasse, genera un effetto recessivo, aumenta l’incertezza e distoglie l’attenzione da riforme che puntino su crescita e sviluppo, incoraggiando esportazione e consumi, dando ai giovani prospettive, futuro e occupazione. Gli effetti di questa manovra saranno devastanti sulle imprese condotte dai giovani”. Questo è quanto ha raccontato il presidente dei giovani di Confagricoltura, Nicola Motolese.
“Non si può fare impresa sulle sabbie mobili. Nessuna certezza, un prolungato gap strutturale, che si unisce alla mancanza di interventi di sviluppo e all’endemica instabilità dei mercati e della politica, acuisce la crisi che investe le aziende agricole“. Questo l’allarme lanciato dal presidente dell’associazione dei giovani di Confagricoltura, Nicola Motolese, dopo l’approvazione della manovra.
Le campagne italiane sono in fermento. “Le disposizioni della nuova legge mettono in ginocchio, costringendole alla definitiva chiusura, migliaia di imprese agricole e impediscono la nascita di nuove. Un effetto tsunami dal punto di vista occupazionale, economico e sociale. In bilico sono soprattutto le imprese condotte dai giovani, notoriamente più fragili e con minore disponibilità di credito”.
“Siamo preoccupati: la manovra ha messo a rischio la sopravvivenza del settore e, nonostante la boccata d’aria della proroga per l’accatastamento dei fabbricati rurali al 30 giugno, l’emergenza nelle campagne italiane aumenta sempre di più” Motolese ha dato voce alle preoccupazioni di Confagreicoltura e di Anga ed ha contunuato: “Siamo costretti a pagare due volte gli aumenti, come cittadini e come agricoltori: un carico fiscale insostenibile, in totale assenza di misure per lo sviluppo del settore ”.
Tuttavia la situazione non è vista positivamente. E Motolese ha puntualizzato: “Quella che abbiamo di fronte è una vera e propria patrimoniale agricola che graverà ben del 4,5 % il Pil globale, contro l’1,3 % di media. Quadruplicare le imposte sulle imprese agricole in questo momento è paradossale”.
“Senza calcolare l’Imu sui fabbricati rurali, che tasserà di fatto i mezzi di produzione per le imprese agricole, ma gravare con l’IMU oltre che sui fabbricati rurali, anche su silos, fienili, frantoi, è veramente assurdo. Si tratta, oltre alle abitazioni occupate, di 350 mila case non occupate, 1.100.000 stalle e ricoveri per animali, 1.380.000 fabbricati adibiti a depositi, magazzini, frantoi, stalle e ricoveri per macchine” conclude Motolese “Per fortuna che il decreto milleproroghe ha posticipato il problema dell’accatastamento. Un piccolo gesto di attenzione verso i problemi dell’agricoltura, ma certamente non risolutivo”.
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