Il 75% delle raffinerie Europee sono economicamente insostenibili



Nel 2011 il 75 per cento delle raffinerie europee risultano economicamente insostenibili. Il dato delle raffinerie insostenibili è in crescita rispetto al 2009, quando la percentuale si attestava al 25 per cento.

E’ quanto si leggere nello studio della Woodmackenzie, del presidente dell’UP, Pasquale De Vita, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla crisi della raffinazione italiana, presso la Commissione Attività produttiva della Camera.

De Vita ha reso noto che “la crisi economica degli ultimi anni, ha avuto un impatto fortemente negativo sulla redditività del settore downstream che ha comportato numerosi casi di vendita, di chiusura o di trasformazione in depositi degli impianti che non erano non più in grado di rispondere alla forte concorrenza internazionale ed al drastico calo dei consumi petroliferi, soprattutto nei paesi OCSE.

Ultima in ordine di tempo, la Petroplus che, ad inizio anno, ha fermato cinque sue raffinerie in Europa“.

Secondo De Vita quindi “è indispensabile un piano europeo sulla raffinazione”.

Questo dovrà avere come obiettivi, “il mantenimento della competitività sui mercati internazionali per poter programmare gli ingenti investimenti necessari ad adeguare le strutture industriali alle mutate esigenze del mercato”.

Per la raffinazione europea “nei prossimi anni tali investimenti possono essere stimati nell’ordine di almeno 50 miliardi di euro”. Inoltre, “la competitività dell’industria della raffinazione deve essere resa compatibile con la legislazione ambientale comunitaria, in generale, e con quella sui cambiamenti climatici, in particolare”.

Il presidente UP ha evidenziato che “non si avverte una presa d’atto delle oggettive difficoltà in cui versa un settore che occupa, direttamente ed indirettamente, 100.000 lavoratori altamente specializzati” e che “nel periodo 2000-2010 il settore petrolifero ha investito oltre 15 miliardi di euro e altri 6 sarebbero in programma fino al 2014.

Investimenti che si avranno solo in un quadro legislativo certo e stabile che punti a migliorare l’efficienza e la competitività dell’industria petrolifera”.

Published: gennaio 21st, 2012 at 6:32
Categories: ECONOMIA
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